Mafalda: quando mangiare significa amare

Classé dans : Restaux & Bars | 0

Finalmento ho provato la nouva rosticceria siciliana !

Sono entusiasta

Fabrizio Aiello è il papà di 4 figli. Viene da un paesino in provincia di Enna, non lontano da casa mia, e da qualche tempo si è trasferito a Ginevra diventando così anche il papà di Mafalda: la nuova tavola calda siciliana in rue des Etuves 7, proprio sotto Manor, a Ginevra.

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I dolci di Mafalda

C'è la roba dolce per la colazione o il dessert (cornetti, iris e piccole pastiere) e il salato (arancine, schiacciate, calzoni, pizze).

Io ho optato per un panino, anzi per un pan-focaccia con formaggio primosale al pepe e pomodori secchi. E' proprio Fabrizio che mi sta servendo, e guardandomi azzarda: "Una scelta semplice, ma dal gusto deciso, ci mettiamo un pò di pesto alle olive ?"

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La rosticceria di Mafalda

Fabrizio lo avevo visto in tv, alla RTS. Mi era piaciuto molto per la sua fermezza, la sua schiettezza e la sua semplicità. Poi un'amica mi disse che avrei assolutamente dovuto provare la sua rosticceria...ed è proprio quello che ho fatto.

Come si mangia da Mafalda ?

Il cibo è delizioso. Superiore in qualità e gusto a tutte le mie aspettative. La focaccia che ho preso era morbidissima e non troppo salata. Il formaggio arriva direttamente da Enna ed il pesto alle olive è un vero toccasana per gli autunni ginevrini uggiosi.

I caffé sono ottimi ! Possiamo dire che si tratta di CAFFE'. Non solo con la C maiuscola, ma proprio tutto scritto grande. Era dalla mia ultima vacanza a Napoli che non bevevo un caffé così. Lo zucchero affonda lentamente nella tazzina e l'aroma è deciso, ma non aggressivo.

Fabrizio ci offre anche i cannoli.

A proposito di cannoli, piccola digressione: in 28 anni non ho mai mangiato cannoli in vita mia, nè cassate, nè ricotta. Si, si lo so questa è equiparabile al fatto che io non sappia nuotare. Due storie che meritano il fatidico: detto da una siciliana è proprio una vergogna. Comunque presa dalla folle nostalgia di casa ne mangiai uno. Il primo della mia vita, qualche mese fa a Ginevra, tra lo stupore e l'incredulità generale della famiglia. Posso dirvi che probabilmente era nel DNA: ho adorato il cannolo e credo che al pari della nutella e delle patatine fritte sia divenuto il mio terzo "vizietto" culinario. Ora non mi resta che imparare a nuotare, per smaltire il tutto !

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I cannoli di Mafalda

Dunque, quando Fabrizio mi ha proposto i cannoli, i miei occhi si sono illuminati di immenso e il mio palato si è preparato in pompa magna a ricevere la leccornia. In vita mia è il secondo cannolo che mangio. Ma è superiore al primo che mangiai qualche tempo fa. La buccia è croccante, la ricotta è delicatissima e il tutto lascia un retrogusto freschissimo che ti fa sentire come in spiaggia a Cefalù alle 5 del pomeriggio.

Chi è il papà di Mafalda ?

Ma aldilà delle prodezze culinarie di Mafalda che sono davvero lodevoli... vorrei parlarvi di Fabrizio. Già, Fabrizio il proprietario. Perché se Mafalda è così buona è tutto merito dell'amore e del coraggio del suo papà.

Con la scusa del panino "semplice, ma deciso" iniziai a discutere con Fabrizio. A cui feci subito i complementi per la sua apparizione in tv.

"Sai che alcuni amici mi hanno criticato perchè in tv ho detto che dell'Italia non me ne frega più niente?" Sì è vero in tv aveva detto proprio così Fabrizio. E nemmeno io a dire il vero avevo ben colto il senso di quell' affermazione. Ho potuto meglio coglierla solo discutendo un pò con Fabrizio che continua: "In Italia siamo poveri, poveri di cultura. Io stavo bene economicamente in Sicilia, eppure ho lasciato tutto e son partito, quella realtà non faceva più per me. Mi sono sentito come Marlon Brando in quel film...che dice...ma che cazzo ci faccio io in questo film."

Cosa ne penso di Mafalda ?

Come dar torto a Fabrizio ? Anche io la penso esattamente come lui. Ed è quello che ripeto sempre alle persone a me care che sono rimaste in Italia: "Ragazzi vi hanno tolto tutto, non lasciatevi rubare i sogni, le speranze, le ambizioni."

Abbiamo scherzato, abbiamo parlato il nostro dialetto, ho conosciuto la moglie e due dei suoi figli. "Gli immigrati italiani hanno una bella nomina, perchè i nostri antenati quando arrivavano qua in Svizzera erano dei seri e ottimi lavoratori ." Mi rassicura Fabrizio.

"Speriamo di perpetrare la tradizione." Mi dico tra me e me.

A malincuore lascio Fabrizio e Mafalda. Perchè per due ore mi sono sentita riconfortata dal calore e dai valori di casa mia. Ora è tempo di far ritorno alla quotidianità ginevrina.

"Quando vi sentite un pò scoraggiati e dite...Cosa ci faccio qui ?...Me ne vorrei tornare in Italia...Passate da me che vi rinfresco la memoria." Sì Fabrizio, lo terrò a mente. E passerò ogni qual volta mi viene una pericolosa nostalgia di casa...Quella nostalgia brutta che ti farebbe abbandonare tutti i tuoi progetti. Quella che ti viene la domenica pomeriggio o quando piove.

Sì, verrò a rifuggiarmi nel tuo accogliente angolo di Sicilia.

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I valori di Mafalda

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