La mia storia di resilienza

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Ho da pochi giorni partecipato al bellissimo progetto di Municipale Teatro per raccontare la mia storia di resilienza ed eccola qui:

Decisi di lasciare la sicilia quando avevo appena 19 anni. Quel paese e quelle menti mi stavano troppo strette. Se non pensi come loro non sei uno di loro ! Ed io non la pensavo affatto come loro. Quindi prossima meta Siena. Ci arrivai da sola, in bus, dopo 13 ore di viaggio. Ed avevo solo tre giorni per: superare i tests di ammissione all'Università e trovare casa. Detto, fatto. La mia resilienza senese fu una delle migliori senza ombra di dubbio: gli esami, gli amici, le feste, mille pezzetti di ricordi che conservo per i momenti tristi.
Sono passati così in fretta: la laurea triennale e il master. Fu proprio alla fine del master che ebbe inizio quella che io definirei come la seconda fase della mia resilienza. Il mio allora professore di tesi di master mi propose un dottorato a Ginevra.Ci misi un mese (o poco più) ad organizzare la mia partenza:circa 10 scatoloni furono rinviati in Sicilia, perché in sei anni di soggiorno a Siena se ne accumulano di cose! E così assieme al mio cane e con due valige presi un treno per Ginevra. La città non è poi così male continuavo a ripetermi mentre straziata dalla malinconia rimpiangevo la spensieratezza dei miei studi a Siena.
Qualcosa non andò come previsto. A parte la durezza dell'inserimento sociale ginevrino (se non sei nato qui, mission impossible farti degli amici!) ero totalmente insoddisfatta della piega che la mia carriera professionale stava prendendo.

Partaiamo dall'inizio, ho sempre avuto un sogno nel cassetto ed era quello di scrivere un libro o di lavorare a contatto con l'arte. Adoro il teatro e la fotografia ed un tempo dipingevo anche ad olio. Cosa ci facevo chiusa in un laboratorio ? Tra quattro pareti bianche davanti ad un foglio excel ?

Forza d'Agrò- Sicile
Forza d'Agrò- Sicilia

La risoluzione arrivò un giorno di gennaio quando la mia direttrice di tesi mi comunicò via skype la sua decisione: "Non puoi fare il dottorato con me !" In quell'istante, mi crollò il mondo addosso: cosa avrei detto alla mia famiglia ? Cosa avrei fatto ? Dove avrei cercato lavoro ? Con chi avrei fatto il Dottorato ?

A tutto ciò seguirono due mesi di depressione. Avevo subito del mobbing durante il mio dottorato e se la faccenda non era andata come previsto forse era solo in parte colpa mia! Ebbi la sfortuna di incontrare la persona sbagliata al momento sbagliato che liquidò i miei progetti professionali con una semplice frase su skype. Fu orribile ! Dopo ben due anni di sacrifici durante i quali sopportai in silenzio tutta la pressione e lo stress psicologico impostomi dalla mia direttrice di tesi, mi ritrovavo con un pugno di mosche in mano.

La depressione per fortuna durò poco. Potei contare sulla mia forza di volontà.Ed andai liberamente incontro alle mie inclinazioni naturali. Non so ancora spiegarmi se il fallimento del Dottorato sia dovuto al mobbing o al fatto che non fossi IO pienamente convinta del percorso che stavo intraprendendo, poco importa !
Quello che conta è il presente e posso dirvi che è fatto di persone stupende : il Théâtre du Grutli, è una delle maggiori scene del teatro contemporaneo svizzero- francese. Mi hanno accolta nella loro grande famiglia da quasi un anno. Tutto nacque per caso. Un giorno mossa dalla mia passione mi sono detta perché non andare a bussare alla porta del Teatro ? Mi aprì quella che è attualmente la mia Responsabile che, come ama dire lei stessa, ebbe un colpo di fulmine per me, e mi scelse fin dal primo momento come il suo braccio destro.

Tramonto su Cefalù- Sicilie
Tramonto su Cefalù- Sicilia

Oggi, a un anno da quel brutto nubifragio del Dottorato, posso dire di trovarmi in un porto sicuro, quello del Grutli. Che è come un pò casa mia. In senso figurato e materiale, vista la mole di lavoro e la quantità di spettacoli ed eventi prodotti, a volte tornare a casa è davvero un miraggio. Ma nonostante la stanchezza fisica posso dirmi serena ed appagata. Soddisfatta. Regalo sorrisi ad una società troppe volte presa dalla sconforto e questo mi basta per andare a dormire col sorriso. In più lavoro costantemente immersa in un clima artistico fervente e in continua ebollizione che se non sei artista lo devi per forza diventare !

Sono l'anima virtuale del teatro e me ne vanto, perché è il luogo che mi ha permesso di riacquistare fiducia in me stessa e di credere ancora nei miei sogni. Tutto è possibile solo se lo vuoi. Tutto è possibile quando ti rendi conto di volerlo!

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